Ozieri è uno di quei posti che sorprende, infatti non è tanto conosciuto le sue bellezze storiche e naturalistiche, benché ne avrebbe tutto il diritto. A metà strada tra Olbia e Sassari, oltre a essere sede di un ospedale e di un importante snodo ferrioviaro, è anche culla della celebre Cultura di Ozieri. Le sue infinite scale, salite e discese fanno invidia a qualsiasi cittadina del Portogallo…niente per polmoni deboli! Se ti ho incuriosito, continua a leggere, ti svelerò cosa vedere a Ozieri.
La Grotta di San Michele
La Grotta di San Michele ha dato il suo nome alla Cultura di Ozieri, una cultura pre-nuragica che si sviluppò in Sardegna tra il 4.000 e 3200 a.C. Nella grotta furono infatti rinvenute le prime testimonianze di quest’epoca.

La Cultura di Ozieri si considera la prima vera civiltà sarda, organizzata in famiglie e clan, che ci ha lasciato le Tombe dei Giganti, le tombe a circolo e anche sepolture scavate nella roccia. La Grotta di San Michele era proprio usata come sepoltura e si ipotizza che i corpi dei defunti venissero fatti calare dall’alto da un foro.
Nella grotta sono stati rinvenuti dei vasi finemente decorati, cesellati con motivi geometrici e dipinti di ocra rossa.

La grotta di San Michele di Ozieri però è molto più antica, risale infatti a 400 milioni di anni fa, al periodo Paleozoico. Si è formata, come tante altre grotte in Sardegna, grazie al fenomeno del carsismo, cioè alla costante azione dell’acqua sotterranea sulla roccia, in questo caso il calcare. Nella cavità si sono create delle bellissime stalattiti e stalagmiti, alcune che ricordano dei drappi di abiti o dei tendini umani, a seconda della propria fantasia. E’ curioso notare come in alcuni punti della cavità, la natura abbia creato dei segni che sembrano dei geroglifici.

All’interno della grotta viveva il Prolagus, un mammifero ormai estinto che ricorda un po’ un coniglio. Come animaletti ancora presenti oggi invece incontriamo i pipistrelli, che sonnecchiano pacifici negli angoli più bui della cavità.

La grotta è gestita dall’Istituzione San Michele che dal martedì alla domenica organizza visite guidate.
Museo Civico Archeologico alle Clarisse
Proseguendo il viaggio nel tempo, una visita al Museo Civico Archeologico alle Clarisse è d’obbligo. Ospitato all’interno di un antico monastero, il museo racconta la storia del territorio attraverso un ricco patrimonio di reperti archeologici. Qui potrete ammirare oggetti che spaziano dall’epoca preistorica all’età romana, inclusi i resti rinvenuti nella Grotta di San Michele.

Ogni sala è un viaggio attraverso le ere, accompagnato da pannelli esplicativi che rendono la visita interessante e accessibile a tutti. Al piano superiore non perdetevi la bella collezione numismatica. Grazie ad una guida del museo siamo riusciti a vedere anche la volta del Convento, che dopo la ristrutturazione è stata lasciata a vista grazie a un pavimento di vetro.

Murales di Prometeo
Se dal cortile del Convento delle Clarisse vi affacciate verso la strada, scorgerete dietro gli alberi il Murales di Prometeo. Non è forse tra le cose che vi aspettate di vedere a Ozieri, ma proprio per questo lasciatevi affascinare dall’opera di Aligi Sassu, pittore nativo di Thiesi.

Il murales fu realizzato negli anni ’70 e successivamente restaurato trasformandolo in mosaico per preservarlo dalle intemperie. La sua particolarità è il fatto di mescolare la mitologia greca con la storia sarda. Sono infatti rappresentati la Dea Madre, ceramiche di epoca nuragica e importanti personaggi di Ozieri come Gavino Cocco, Salvatore Saba e Leonardo Tola, cavaliere sardo che conquistò Granada nel 400.
Fontana Grixoni
Simbolo di Ozieri, la Fontana Grixoni è un esempio straordinario di architettura ottocentesca. Situata nel cuore della cittadina, questa fontana monumentale è decorata con eleganti elementi in stile neoclassico e due teste di leone in bronzo da cui sgorga l’acqua.
Il monumento fu edificato nel XIX secolo ed è dedicato a Don Giuseppe Grixoni. Troviamo però anche una lastra commemorativa a Giovanni di Castelvì, che fece in modo di far arrivare qui l’acqua che sgorgava dal Monte Lizu e approvvigionare così tutta la popolazione.

Le Chiese di Ozieri
Ozieri: cosa vedere se non il suo patrimonio religioso straordinario? Tra le sue chiese spicca il maestoso Duomo dell’Immacolata, un capolavoro di architettura barocca con interni riccamente decorati. Qui, il gioco di luci e ombre crea un’atmosfera di solennità che invita alla meditazione. Al suo interno non perdetevi il Retablo di N.S. di Loreto. Di fronte alla chiesa inoltre c’è un bellissimo scorcio panoramico sulla città, da non perdere al tramonto!

Un altro gioiello è la Chiesa di Sant’Antioco di Bisarcio, situata a pochi chilometri dal centro di Ozieri. Questo edificio romanico, immerso in un paesaggio rurale mozzafiato, è uno dei più grandi e antichi della Sardegna. La sua imponenza e la semplicità delle sue linee vi lasceranno senza parole.

Non perdetevi infine la Chiesa di Santa Lucia, edificata a fine 1800 in stile neoclassico, che custodisce un crocifisso gotico.

La cucina di Ozieri: un viaggio tra i sapori
Oltre a cosa vedere ad Ozieri è senz’altro utile sapere quali specialità provare. Uno dei cibi tipici è senz’altro la Spianata di Ozieri, diffusa in realtà in tutto il Logudoro. Un pane morbido e fine, che si mantiene fresco per giorni. Per questa ragione era molto diffuso come pane dei contadini e dei pastori. Se non l’avete ancora fatto, provatelo con la crema di nocciole e non tornerete più indietro!
Un altra specialità del capoluogo logudorese sono le Copulettas, dei dolci a base di pasta di mandorle, limone e ricoperte di glassa decorata, che si sciolgono letteralmente in bocca. Io preferisco il salato al dolce, ma le copulettas conquistano anche il mio palato.
Infine come non citare i Sospiri ? Che si chiamino così perché dopo averli assaggiati non se ne può fare più a meno? Anche questi dolci sono fatti con pasta di mandorle, di forma tondeggiante e ricoperti di zucchero, involti infine in una carta colorata a forma di caramelle. La ditta Peano li ha reinterpretati in versione moderna ricoperti di glassa di cioccolato e arricchiti con vari aromi come il l’arancia o il mirto di Sardegna.
Tra i vini di Ozieri citiamo senza dubbio l’Alvarega, un vitigno autoctono. Questa zona pare fosse da sempre vocata alla viticoltura, infatti sono stati ritrovati dei vasi Askoidi di epoca nuragica. Per celebrare la tradizione vitivinicola ogni anno l’ultimo sabato di novembre si svolge la notte bianca de Su Trinta ‘e Sant’Andria. Nel centro storico vengono aperte le cantine e si assaggia il vino nuovo accompagnato dai piatti tipici e da musica tradizionale dei cantadores.
Dove mangiare a Ozieri
Se cercate un luogo dove assaporare queste delizie, vi consiglio il Ristorante La Torre, un vero e proprio punto di riferimento per la cucina locale. Situato in un ambiente accogliente e curato del centro storico, il ristorante offre un menù che combina tradizione e innovazione. Dai piatti a base di carne ai dolci tipici, ogni portata è un omaggio ai sapori autentici della Sardegna.
Io ho gustato un piatto di pane Zichi con sugo, calamari e piselli.

Ti è piaciuto questo articolo su cosa vedere a Ozieri? Non dimenticare di perderti tra i suoi vicoletti, goderti gli scorci panoramici sulla cittadina e fare su e giù per le tante scale, ogni angolo ti sembrerà una conquista!
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