Campi fioriti di lavanda. profumo di panni stesi al sole lavati con sapone di Marsiglia, cascine arredate in stile rustico. Questa è un po’ l’immagine romantica che ho sempre avuto della Provenza. Non stupisce che questa regione sia stata la culla di tanti artisti, che ispirati dalla sua bellezza abbiano creato dei dipinti famosissimi ed emozionanti. Cezanne, Van Gogh, Matisse, Renoir e tanti altri sono passati per queste terre e hanno colto il genius loci. Vi porto con me in questo tour della Provenza: cosa vedere 3 giorni.

Come arrivare in Provenza
Se come me arrivate dalla Sardegna o da regioni parecchio lontane geograficamente, la cosa più semplice è arrivare in aereo o in nave a Marsiglia. Io ho preso il volo diretto Olbia-Marsiglia con Volotea a fine luglio. Se invece partite dal nord-Italia sicuramente potete prendere in considerazione un viaggio in treno o in macchina. In questo articolo però vi presento un itinerario in Provenza senza auto. Ho scelto di fare base a Marsiglia e dopo aver visto la città ho dedicato altri 3 giorni alle città più significative della Provenza Occidentale.
Provenza come muoversi
Da Marsiglia è possibile spostarsi in treno velocemente partendo dalla stazione centrale di Saint-Charles. Qui fermano sia i treni regionali TER che i TGV. Quest’ultima è una linea ad alta velocità che collega in tempi rapidi molte città francesi. I costi però sono elevati e le stazioni del TGV sono spesso lontane dal centro città, quindi per brevi tratte è consigliabile preferire i treni regionali. Noi abbiamo scelto di spostarci con i treni TER ZOU! e siamo rimasti molto soddisfatti. Il consiglio è quello di prenotare con anticipo, perché è facile all’ultimo momento trovare il tutto esaurito. Per gli orari e l’acquisto del biglietto online consultato il sito SNCF.
Spostarsi senza auto all’interno della Provenza è sicuramente un modo più sostenibile e anche privo di stress, tuttavia certe zone non sono facilmente raggiungibili. Noi ad esempio abbiamo rinunciato a vedere i campi di lavanda in fiore, perché non ci si arriva con i mezzi pubblici.
Tour della Provenza: cosa vedere in 3 giorni
Giorno 1 – Aix-en-Provence
Aix-en-Provence si raggiunge con soli 45 minuti di treno dal centro di Marsiglia. E’ nota anche come la città delle fontane, infatti custodisce numerose fontane monumentali da ammirare durante la passeggiata nel centro.

Appena usciti dalla stazione ci siamo diretti verso il Centre Ville per arrivare alla piazza con la Fontaine de la Rotonde, che offre refrigerio nelle giornate afose di fine luglio. Da qui parte il corso Mirabeau, un bel viale alberato dove il giovedì mattina si trova il mercato delle pulci e dove ci sono anche numerose bancarelle di abbigliamento e accessori.

Dopo esserci dedicati a un po’ di shopping abbiamo fatto una passeggiata per il centro della vielle ville con la piazza del Comune e la sua torre.

Dopo aver gustato un pranzo leggero da A Funtanedda abbiamo continuato il nostro giro del centro. Qui una sosta alla Cattedrale di Saint-Sauveur, con il suo bellissimo portale gotico e il chiostro romano. Poco più avanti vediamo la chiesa della Madeleine, nella Place des Precheurs.

Quello che mi ha colpito di questa città, come in generale in Provenza è lo splendido gioco di luci e ombre creato da i suoi alberi che ricreano proprio quell’ambiente raffigurato dai poeti impressionisti. Un colpo d’occhio incredibile l’ho avuto proprio al giardino del Gallifet, un centro di arte contemporanea e ristorante all’aperto. Nei pressi abbiamo visitato il Museé Granet, un museo da non perdere perché ospita una ricca collezione di statue marmoree e soprattutto opere di Cezanne, Renoir, Picasso e altri grandi pittori. Una chicca tra le cose da vedere in Provenza in 3 giorni.

Giorno 2- Avignone
In un itinerario della Provenza in 3 giorni che si rispetti non può mancare la visita ad Avignone. Una città ricca di storia e cultura, conosciuta soprattutto come dimora papale, poiché papa Giovanni XXII decise di farne la sua sede nel 1316.

Qui non si può perdere infatti la visita al maestoso Palazzo dei Papi, sede dei pontefici nel XIV secolo, oggi dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Il palazzo è un bellissimo edificio gotico che è stato rimaneggiato e ampliato in più fasi per rispondere alle esigenze e anche manie di grandezza dei papi.

Dopo una visita al Palazzo ci siamo concessi un giro sul trenino turistico, perché il caldo torrido delle ore centrali non ci dava tregua. Dopo aver visto i punti salienti della città una fermata è d’obbligo al celebre Pont d’Avignon, di cui sono sicura state già canticchiando la celebre canzone “Sur le Pont d’Avignon…”.
Il suo nome originario era Pont Saint Benezet e collegava le due sponde del Rodano, mentre oggi rimangono in piedi solo 4 delle 22 arcate. Anche questo ponte è stato inserito nella lista dei siti UNESCO e richiama tantissimi visitatori, incuriositi forse anche dalla leggenda che narra che fu costruito per volontà divina dal pastore Bénézet.

Giorno 3 – Arles
Arrivati ad Arles ci siamo subito diretti al centro storico, che dista dalla stazione un 15 minuti a piedi. Qui la prima tappa è la Place de la République dove sorge la Cattedrale di Saint-Trophime, edificio che ha subito vari rimaneggiamenti e che rappresenta uno degli esempi più importanti del Romanico Provenzale, benché abbia numerosi elementi gotici. Molto bello è l’omonimo chiostro, che serviva da punto di incontro dei canonici dove si ritrovavano per leggere, meditare e scambiarsi opinioni. Ancora oggi qui aleggia un’atmosfera molto particolare. Vi scoprirete a voler decifrare il significato delle sue numerose scene scolpite sulle sue colonne.

Al lato della piazza della Repubblica si trova l’edificio del Municipio (Hotel de Ville) che ospita nei suoi sotterranei i Criptoportici. Questi sono un sistema di colonnati sotterranei di epoca romana che servivano allo stoccaggio del grano. Vi consiglio di visitarli nelle ore più calde del giorno, perché qui la temperatura è sempre piacevole. Quando siamo stati noi c’era anche una mostra fotografica temporanea.

Poco lontano, a testimonianza di quanto sia stato importante il passaggio dei Romani ad Arles, troviamo il teatro Romano. Questo viene ancora usato per la programmazione musicale e teatrale estiva. Tuttavia nel corso dei secoli è servito anche da cava utilizzata per costruire la città, quindi è stato depauperato di gran parte della sua struttura in pietra.
Della stessa epoca è l’Anfiteatro Romano di Arles, uno dei più grandi della Gallia, che serviva oltre alle pratiche atletiche dei cittadini, anche per le lotte tra i gladiatori. Dal 1981 è patrimonio dell’Umanità UNESCO e viene tuttora utilizzato per le corride, concerti e spettacoli teatrali.

Prima di andare via siamo entrati al Vincent Van Gogh Foundation, speranzosi di trovare numerose opere di questo artista. In realtà di Van Gogh sono esposte solo La Notte Stellata e pochi altri dipinti, da cui poi gli espositori sviluppano un tema artistico comparando il dipinto ad altre opere contemporanee. Che dire, è stato un po’ una delusione…
Provenza quando visitarla
Se volete andare in Provenza quando fiorisce la lavanda, per vedere le sue meravigliose distese di viola, dovete farlo nel mese di luglio, prima delle raccolta. Se invece andate prevalentemente per vedere le sue città, vi consiglio di escludere i mesi centrali estivi di luglio e agosto. Infatti il caldo torrido si fa sentire soprattutto nelle città dell’interno, dove non è mitigato dal famoso vento Mistral come invece sulla costa.
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